giovedì 10 giugno 2010

Le catene alimentari


La natura sembra spietata eppure gioca in perfetto equilibrio. Le foto  vi propongono una scena crudele: un ragno che cattura un'ape e... questa sarà il suo pasto. Le catene alimentari permettono la sopravvivenza reciproca in uno straordinario gioco di equilibri che sembra resitere anche alla prepotenza ed incoscenza dell'uomo. Il ragno preda l'ape e a sua volta è mangiato dalla lucertola che finisce in bocca ad un uccello che è predato da un falco e così via. Tutto questo è equilibrio. Volete esempi di non equilibrio? I ricci spiaccicati sull'asfalto, idem per i rospi che compiono le loro migrazioni riproduttive, le api sterminate dai concianti, i disastri compiuti dai diserbanti. I bracconieri che con le reti catturano quintali di barbi e cavedani in riproduzione......etc. Piccoli esempi che abbiamo sull'uscio di casa.
Queste foto parlano di equilibri e di biodiversità, mi piacciono per quello che dicono e per le complesse letture che se ne possono fare.

Bravi gli alunni delle classi prime i Fontanafredda

 AMICAPE

Si è concluso Mercoledi 09 giugno il progetto Amicape della Scuola Media di Fontanafredda. Il progetto coordinato da Fotoapi ha coinvolto le insegnanti di Scienze e gli alunni delle cinque classi prime.

I lavori eseguiti sono stati veramente di ottimo livello così come la capacità degli alunni di esporre le loro relazioni. Efficaci nel contenuto e originali nella forma i vari cartelloni illustrativi dei singoli argomenti. Gli allievi sono stati ben diretti e motivati dalle loro insegnanti che hanno profuso notevoli energie in periodi scolastici particolarmente densi di lavoro. Le proff. di ed. artistica hanno stimolato i ragazzi nella creazione di bellissimi pannelli decorati con api, fiori e vari insetti.

Con il finanziamento ricevuto le insegnanti hanno comprato tre stereoscopi che arricchiranno il laboratorio di scienze. Tutti gli alunni hanno potuto dunque  osservare, dimostrando interesse,  le particolarità anatomiche delle api,  del polline e dei fiori.

Alcune ragazze hanno gestito lo "spazio trofallassi" facendo assaggiare ai loro compagni alcuni tipi di mieli. I vasi sono stati tutti velocemente svuotati.

In definitiva possiamo dire che le nuove generazioni sono molto attratte dai temi ambientali, stà a noi insegnanti sensibilizzarli,  poi la loro curiosità farà germogliare quel seme del rispetto e del vivere in armonia con la natura......che con noi "vecchietti" non ha funzionato.

Le foto della giornata sulla sezione "photo".

sabato 22 maggio 2010

Inseguendo le api per i prati del Polcenighese

Passata la fioritura dell'acacia è interessante inseguire le api e capire dove vanno a bottinare. Sicuramente la vegetazione è più che mai florida dopo le abbondanti piogge passate. I prati sono veramente ricchi di numerose specie floreali. Le bordure delle zone umide sono rigogliose di menta, lamium, Lamiastrum e i numerosi arbusti in fiore regalano un notevole colpo d'occhio.
Nei prati le api bottinano su Salvia Pratensis, Trifolio repens, mentre viene snobbato il Trifoglio Pratense. Le fioriture gialle di Potentilla reptans sono assiduamente visitate, mentre saltuaria è la presenza di api su Antheris tinctari. Numerosi apoidei visitano Carduus nutans e nelle bordure sia le api che i bombi si interessano a Lamiatrum galeobdolon, mentre il Lamium è in sfioritura. Gli arbusti richiamano numerose bottinatrici su Amorpha fruticosa e sugli arbusti bianche in fiore.
Sicuramente sono già in fiore le more di rovo che protrarranno la loro fioritura fino a tutto giugno.
Qualche giovane acacia ricaccia i fiori e le api non si fanno pregare a bottinarla.
In apiario continuo imperterrito a tagliare il terzo a fuchi del telaino Campero. Qualche famiglia si impegola ancora in febbre sciamatoria e in qualche caso ho risolto mettendola a sciame in altri casi asporto due telaini con la regina vecchia e faccio nuovi nuclei.
Ho ripreso a raccogliere polline, circa 50 gr. per famiglia al giorno.
I nuclei fatti si stanno lentamente rinforzando e devo rimettermi ( aimè ) a reinfilare telaini.

martedì 11 maggio 2010

Seconda settimana di pioggia: zeru acacia!


Altri giorni di pioggia e inevitabilmente l'acacia se ne và. L'avevamo previsto. Una stagione con poco tarassaco (freddo) mescolato con un po' di colza e zero acacia darà sicuramente problemi nel proseguio. Il famoso anno zero, preventivato dopo la sparizione della melata sembra essere proprio questo. Se continua ancora dopo questa settimana, dovremmo veramente preoccuparci di nutrire oltre ai nuclei anche le famiglie.
Domenica ho guardato tutte le famiglie nell'unico giorno di bel tempo. Dalle 7.30 alle 14.00 ininterrottamente senza un attimo di pausa, senza fare nemmeno una foto!!! O si fà l'Italia o si muore. O si guardano bene oppure sciameranno. Trenta famiglie avevano costruito bene il Campero, ho ritagliato un terzo completo a fuchi opercolati. Non particolare voglia di sciamare. A tutte queste famiglie ho prelevato un favo di covata opercolata e ho costituito 10 nuclei. Li ho formati mettendo assieme due favi di covata con relative api e un favo di scorte. Ho prelevato da precedenti famiglie orfanizzate alcune celle di sciamatura opercolate e prossime allo sfarfallamento e le ho inserite al centro dei telaini immergendole nel miele del favo. I nuclei li ho chiusi e alla sera trasferiti in altro apiario lontano.
In altre 5 famiglie che avevo la settimana prima orfanizzato poichè erano in febbre sciamatoria ho lasciato una cella reale sola prossima alla sciamtura. In tre famiglie la regina era già nata ed ho prelevato appena in tempo le celle in più con le nuove regine pronte ad uscire. Mi è andata bene altrimenti sarebbe sicuramente uscito uno sciame con regina vergine e con tutti i problemi annessi.
Altre 5 famiglie non avevano costruito il terzo del Campero, segno chiaro di febbre sciamatoria e relativo sciopero delle api ceraiole, delle importazioni e della deposizione della regina. Ho prelevato la regina e creato altri nuovi nuclei. Questi nuovi nuclei li ho lasciati in apiario di fronte alla casetta originaria.
Nonostante il brutto tempo ho realizzato 15 nuclei nuovi, impiegato una trentina di favi già costruiti (perdite dell'anno precedente) e impoverito le famiglie che altrimenti andrebbero fuori giri per troppa popolazione.
Sabato ricontrollerò tutto, impoverirò ancora se sarà il caso formerò nuovi nuclei utilizzando le celle prodotte dalle famiglie che ho orfanizzato (le guardo per ultime dopo aver formato i nuclei).
Nonostante la brutta stagione il Campero continua a funzionare bene,le api continuano a costruire, formo nuovi nuclei, manca solo il miele....
Prossima fioritura: amorpha fruticosa!!
Ciao a tutti.

mercoledì 5 maggio 2010

MALTEMPO!!


L'anno scorso l'acacia era iniziata con una bella grandinata con la fioritura ancora chiusa. Poi però tutto era filato al meglio, splendida fioritura e ottimo raccolto.
Quest'anno a fioritura aperta quasi del tutto cinque giorni di pioggia intensa e previsioni non incoraggianti per i prossimi giorni. Penso che un melario abbondante di acacia ce lo siamo già giocati. In pianura i fiori cominciano a cadere ancora freschi. Pazienza, non si comanda al tempo. Speriamo nei prossimi 7-8 giorni specie nella zona collinare.
Le mie api sono pronte al raccolto, ho tolto quel mezzo melario di tarassaco-colza dagli alveari.
Il telaino trappola finora ha funzionato molto bene. Domenica tra una pioggia e l'altra ho notato che alcune famiglie non avevano costruito il terzo settore e erano in febbre sciamatoria. Ho semplicemente tolto la regina facendo un altro nucleo ponendolo di fronte all'alveare originario.
La raccolta del polline con le trappole Metalori ha dato buoni risultati, nei primi giorni ho raccolto circa 50 gr. giornalieri per famiglia terminando con i 150 gr. degli ultimi giorni. In prossimità dell'acacia ho tolto le trappole.
Ho sempre impoverito le famiglie fornendo favi già costruiti e prelevando covata opercolata che mi è servità per fare nuclei o per rinforzare le famiglie scarse.
Ho una famiglia con covata calcificata che spero risolva da sola la sua problematica per il resto mi sembrano tutte ok dal punto di vista sanitario. Con molta probabilità toglierò la regina a tutte le famiglie per fare un sacco di nuclei e rinnovare le regine.
Vado a smielare quel po' di tarasaco-colza prodotto speriamo nell'umidità bassa altrimenti cominciano altri pensieri.
Dell'acacia oramai prendiamo quel che viene senza troppo ottimismo, speriamo nel castagno e nel millefiori.
Buona apicoltura a tutti e se va male il raccolto pensiamo a preparare la prossima stagione facendo nuclei con regine nuove!!!


domenica 18 aprile 2010

Diario di inizio stagione


Il mio apiario è uscito dall'inverno come tanti altri apiari del fvg malconcio. Di recente i giornali locali hanno pubblicato due articoli sulla situazione apistica del nord est. Il gazzettino ha evidenziato una drammatica moria di circa il 50% di famiglie d'api evidenziando bene la situazione reale. Il messaggero veneto ha invece scritto che và tutto bene e che le api sono tornate massicciamente. Non commento!
Tornando alla mia situazione a marzo avevo circa metà famiglie da pianto. Sfruttando le poche famiglie forti e una spinta data dalla nutrizione ora la situazione è notevolmente migliorata tanto che penso le porterò tutte in forze per l'acacia.
Non comprate nutritori vanno benissimo i cartoni del latte accuratamente lavati!!! Praticate due tre forellini con un ago posizionateli nel foro del coprifavo e le api gradualmente succhieranno tutto il liquido. Il tappo lasciato in verticale sarà comodo per riempire nuovamente il tutto.
Ho applicato su tutte le casette il telaino Campero e sono molto soddisfatto delle indicazioni che mi dà, di come viene costruito dalle api e anche dal punto di vista psicologico mi tranquillizza e non mi fà pensare all'ossalico, all'apistan, al timolo etc., pensieri rimandati a dopo.
Il tarassaco non è nei miei pensieri e guardando i melari nemmeno in quelli delle api.
In questi giorni di bel tempo ho posizionato le trappole per il polline (da poco costruite trappole Metalori) e direi che i due raccolti effettuati (circa 50 gr. per famiglia) mi soddisfano. Le famiglie non soffrono questi passaggi forzati e continuano con un buon via vai di bottinatrici.
Anche se ho già raccolto uno sciame (per errore avevo tolto una regina!! e non ho capito quello che mi diceva il telaino indicatore) le famiglie solo ora iniziano a costruire qualche cupolino ma costruiscono bene il Campero.
Avendo bisogno di nuclei, in prossimità dell'acacia toglierò tutte le regine (realizzando famiglie di due favi di covata + uno di scorte) e lascierò nel ceppo originario una bella cella reale e un diaframma..... con due melari!
Se non dovessi avere particolari problemi con le sciamature questa operazione la farò a luglio dopo il castagno.
Visito le api ogni 6 giorni (e ogni giorno raccolgo il polline) ma quando la pressione sciamatoria aumenterà scenderò a 5 giorni tra una visita e l'altra.
Ogni volta impoverisco le famiglie forti prelevando un favo di covata e lo uso per rinforzare altri alveari o per fare nuclei.
Le famiglie orfanizzate dovrò subito dopo l'acacia trattarle quando la covata sarà tutta sfarfallata con acido lattico (mi tenta! dato per poco inquinante) oppure ripiegherò su un ossalico gocciolato.
Spero di sopravvivere così fino a....................difficile da dirsi!!!
Buona acacia a tutti.

venerdì 26 marzo 2010

Il salice: bellezza infinita


Le cose semplici e comuni se osservate nei dettagli appaiono come delle bellezze infinite. Voglio condividere con Voi i primi scatti del 2010. Ho cambiato macchina fotografica e sono in grossa crisi. I primi scatti decorosi del nuovo anno apistico li pubblico solo ora.
Il tempo non è stato clemente, non ha favorito molto nè visite in apiario nè foto.
Ho approffitato del primo rialzo delle temperature per visitare, nelle nostre zone fluviali molto popolate dai salici, le numerose bottinatrici che si tuffano in queste macchie gialle. L'ape in questi fiori si imbratta completamente di polline offrendo degli spunti fotografici notevoli.
Nella zona del Polcenighese (PN) si notano tre tipi di salice: in prevalenza Salix Caprae con un fiore giallo con numerosi amenti che cadono a grappolo dove le api si aggrappano per ricercare i nettari c imbrattandosi di polline. Non è raro vedere l'ape penzolare sospesa con una sola zampa (maledizione non sono riuscito a cogliere l'attimo!!!!!!!!!!!): Salix alba con le "spighe" lunghe e giallo chiaro chiamato anche salice bianco e il bellissimo Salix Purpurea (Salice Rosso) con dei fiori mozzafiato.
Le api quando bottinano di mattina si imbrattano molto di polline e nella fase di avvvicinamento al fiore sono molto lente permettendo ottimi spunti . Nelle prime ore del pomeriggio i fiori danno meno nettare e polline e le api sono più nervose e scattanti mettendo a prova la pazienza del fotografo.
Nella sezione "photo" trovate questi primi scatti.
Vi segnalo questo sito veramente completo per la determinazione delle specie florali:
www.actaplantarum.org