mercoledì 16 marzo 2011

Salici in piena fioritura

Il salix purpureo garantisce un colpo d'occhio veramente apprezzabile, i colori gialli e rossi dei suoi stami si sposano perfettamente con la bellezza dell'ape.
Oltre al salix purpureo, sono già in piena fioritura i salix caprae e cinereo. Il salix alba stà colorando i greti dei fiumi.
Il polline nelle cestella delle bottinatrici fà capire l'utilità di questa importante fioritura primaverile.
Ho iniziato nei pochi giorni di sole a raccogliere il polline di salice, devo dire che è veramente buono! Sicuramente avrà anche proprietà importanti. Spero di non avere indebolito le famiglie. Non credo sono anche troppo forti per il periodo. Tra poco verranno inseriti negli alveari i telaini Campero per dare una sgrollata alle varroe sicuramente presenti.
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sabato 19 febbraio 2011

L'apicoltura piange Giovanni Zanchetta

Oggi pomeriggio (19/02/2011) alle ore 15.00 nella chiesa di Cavolano di Sacile verranno celebrati i funerali di Giovanni Zanchetta. Giovanni è stato l'apicoltore storico di Sacile. Sempre pronto ad aiutare le nuove leve, prodigo di consigli per tutti. Ha ricoperto con passione e competenza l'incarico di referente del Consorzio Apicoltori di Pn per la zona di Sacile.
Ha contribuito con il suo lavoro alla tutela della biodiverwsità delle nostre zone.
Un abbraccio alla famiglia che lo ha amorevolmente assistito nel lungo decorso della sua malattia.
Le condoglianze di tutto il mondo apistico.

lunedì 14 febbraio 2011

Migrazione dei Rospi


Ai piedi del bosco del Cansiglio nell'incantevole zona dove nasce il fiume Livenza ogni anno nella prima decade di febbraio si assiste ad un fenomeno di grandissima importanza naturalistica: la migrazione dei rospi.
Gli anuri si spostano dalle zone riapariali della montagna alle zone umide della pianura. Nel nostro caso raggiungono la cosiddetta Conca del Palù per riprodursi.
Un esercito di animaletti che scende la montagna e purtroppo rischia di venire schiacciato dall'immancabile flusso automobilistico che transita sulla strada che si frappone tra la montagna e la zona umida.
Il gruppo degli amici del rospo di Polcenigo, da molti anni realizza circa un Km di barriere appositamente studiate e perfezionate negli anni e fino a metà marzo organizza turni per salvare i rospi raccogliendoli nelle ore serali.
Li raccolgono vicino alle barriere, muniti di torce e secchi, per liberarli poi aldilà della strada, vicino alle zone umide.
Numerosi in ogni caso i rospi che finiscono sotto le ruote delle vetture nelle altre strade che costeggiano le colline della zona.
Chiunque voglia aggregarsi agli amici dei rospi per partecipare in prima persona alle operazioni di salvataggio, lo può fare contattandomi.
www.fotoapi.com

lunedì 7 febbraio 2011

Nocciolo prima fioritura importante!


Con le prime giornate di sole, le api, approffittando del tepore delle ore centrali della giornata, escono per i primi voli di purificazione e per raccogliere il prezioso polline dei noccioli ottimo per fornire proteine preziose alla prima covata dell'anno.
L'escursione termica è notevole (almeno 15 gradi).
Le famiglie sembrano aver superato la parte cruciale dell'inverno in buone condizioni.
Appaiono numerose e fornite di sufficienti scorte (che stanno però consumando in gran fretta!).
Le bottinatrici trovano nettare e polline nel nocciolo (Corylus avellana) ma visitano anche il calicantus (calichantus fragans) e il gelsomino giallo (jasminum nudiflorum).
Approfittando delle potature degli alberi numerose api succhiano la linfa che fuoriesce dalle ferite, preferendo quella degli aceri.
Tra un lavoro di falegnameria e l'altro, nel tentativo di preparare la stagione apistica al meglio, ho trovato qualche briciolo di tempo per scattare alcune foto.
Le foto di gennaio sono nella sezione "photos". Buona visione a tutti.

sabato 11 dicembre 2010

Convegno esperti apistici Udine 11 dicembre 2010

Si è svolto a Pasian di Prato (UD) il convegno 2010 degli esperti apistici per fare il punto della situazione. Ha aperto i lavori il Presidente del Consorzio di Udine Baldo:
"La crisi del settore è documentata dai numeri: negli ultimi 5 anni persi 5000 alveari, un terzo del patrimonio apistico della provincia. Ogni anno si deve rinnovare almeno il 50% delle famiglie. Gli apicoltori lavorano l'80% per salvare le famiglie e il 20% per il raccolto. Il Consorzio di Udine ha chiesto alle istituzioni (competenze demandate dalla regione alla provincia) di avere 2 tecnici apistici a tempo pieno per operare efficacemente nel territorio.
L'appello è all'assessore provinciale:
-Da soli non riusciamo a difenderci. L'ape dà all'apicoltore un 10% il restante 90% va a favore di ambiente e agricoltura. Celli, noto studioso, ha affermatoche l'ape dà all'ambiente la quantità di soldi pari al fatturato della Fiat."
Il Consorzio ha trovato nell'Assessore Provinciale un sensibile interlocutore che sostiene la nostra causa facendo nascere un po' di ottimismo per un sostegno non solo economico promesso che potrà dare un po' di fiato e fiducia al settore.

Il ricercatore Nazzi ha trattato "Cause del collasso delle colonie di api":
I collassi di colonie di api non sono una novità. Già all'inizio del secolo scorso (malattia dell'Isola di Wight) furono estesissme le colonie collassate in quei luoghi. Dapprima inspiegabili, furono poi ricondotte a infezioni virali e avversità atmosferiche.
Nel 2006 segnalate dagli americani come CCD, nel 2007 osservate in Europa ma legate agli agrofarmaci e poi unite ad altri fattori, oggi continuano le sagnalazioni e l'incertezza.
Ci sono 17 definizioni di CCD (cause del collasso), alcuni ancor oggi dubitano sulla loro esistenza.
Questi collassi li possiamo osservare in Primavera ( causa avvelenamenti, perdite sparse nel territorio a macchia di leopardo e probabilmente dovute a scorretto impiego di fitofarmaci).
Oppure nel periodo Autunno invernale con cause parasssitosi, stress nutrizionali etc, perdite dal 30 asl 50 % e diffuse in tutto il territorio italiano, con soluzioni per ora insufficienti.
Noi dobbiamo logicamente concentrare la nostra attenzione su queste ultime.
Il problema è serio e riguarda tutti (associazioni, apicoltori, ...per finire a gente comune e politici) in quanto una buona fettta di vegetali, circa un 40% hanno come impollinatori esclusivi le api. Sono di gran lunga le più presenti nell'impollinazione, ma non scordiamo anche le problematiche che stanno affrontando gli altri apoidei e gli ecosistemi.
Nelle varei ricerche che si sono succedute in questi ultimi tempi, quella del 2010 in Germania è probabilmente la più precisa e scentificamente seria per numero e strumenti utilizzati ha stabilito una connessione diretta tra collassi, infestazione da varroa e infezione virale.
L'acaro centra e questo è un punto certo.L'acaro ha una linea equatoriale, verso nord ( USA 30% di perdite, Europa dal 10 all'85%, Japan 25%) fa danni, veso sud ( Sud America, Africa, Australia non vengono segnalate perdite per collasso). Dati da interpretare.
Non mi dilungo più di tanto sulla sempre precisa relazione del Dottor Nazzi, diciamo che la varroa distrugge a testate il sistema IMMUNITARIO DELL'APE e successivamente i virus hanno gioco facile nel mettere Ko l'ape accorciandone in modo drammatico la vita e provocando il collasso della colonia.
Cosa si fà adesso?
Chi fa cosa? Ad ognuno spetta la sua parte:

Ricercatori garantiscono:
-sperimentazione scentificamente seria
-Controllano l'efficacia dei principi attivi (timolo e ossalico sono ancora affidabili)
e danno le linee guida per effettuare correttamente i trattamenti. Ad esempio si è notato che la reinfestazione di fine anno può arrivare anche a picchi di 60/70 varroe al giorno. Da qui l'importanza del trattamento simultaneo per territorio e l'importanza di contenere la sciamatura per evitare dispersione di famiglie nel territorio che poi vengono regolarmente saccheggiate.
I sperimentatori hanno notato che dare polline in tarda estate allunga la vita delle api. Ma cosa del polline fà così bene? Da verificare.

GLI APICOLTORI COSA POSSONO FARE?
-Trattare adeguatamente
Prevenire la sciamatura
Sostenere le colonie, se il caso con alimentazione anche a base di polline.

COSA DEVONO FARE I CONSORZI?
-Istruire gli apicoltori
- Sostenere gli apicoltori
- Coordinare gli sforzi

LE ASSOCIAZIONI:
- fare da tramite tra gli apicoltori e le istituzioni ( trattamenti, veterinari, fiscalità)

Mie riflessioni:
In uno scenario politico di fantanatura non è azzardato sostenere che è in atto uin complotto contro l 'ape:
- parassita abilissimo e quindi fuori controllo (varroa)
- virus nuovi (CCD) che superano facilmente le deboli difese immunitarie
- patogeni nuovi (nosema)
- pesticidi nuovi (agricoltura allo sbando per abuso di produzione e di monoculture)
- Stress nutrizionale in certi periodi dell'anno ( ad agosto una volta si smielava melata ora si nutre altrimenti le colonie muoino di fame)

Nonostante tutto la natura quest'anno sembra averci accordato un anno di riflessione, le colonie di api sono più che decorose rispetto agli anni passati e in Friuli, anche se non mancano zone di moria, la situazione e soddisfacente.

DELLA VEDOVA: TECNICHE APISTICHE PER CONTRASTARE LA VARROA

La situazione in Friuli quest'anno è la seguente:
- famiglie mediamente forti
-infestazione contenuta
-scorte disomogenee
Da Ottobre si sono verificate condizioni climatiche critiche ( due mesi di piogge continue). Alcuni apicoltori hanno avuto perdite elevate.
Dovrebbe essere effettuata una visita per sistemare i nidi e fare assolutamente il trattamento con l'ossalico gocciolato.
Nel Friuli chi ha fatto i timoli + apistan si è trovato bene. Chi ha fatto solo i timoli ha perso numerose api.
Verso metà luglio si ha il punto di non ritorno della colonia, bisogna trattare prima.
COSA FARE?
- produzione di nuovi nuclei (saranno le famiglie più forti il prossimo anno)
- Blocco di covata
In situazioni di estrema infestazione (luglio-agosto) sarà opportuno METTERE A SCIAME la famiglia. Favi di covata estratti si eliminano.
Il BLOCCO DI COVATA prevede il confinamento della regina ( luglio) per 18/21 giorni, quando libero la regina tratto con ossalico.

PETRIN (tecnico apistico): NUOVA ARNIA

Il Signor Petrin da sempre alla ricerca di nuove soluzioni per l'apicoltore, ha presentato una modifica dell'arnia razionale a 10 telaini. In pratica il decimo telaino è separato dagli altri da una escludiregimna verticale che non permette l'uscita della regina da lì, quindi il blocco di covata per confinamento della regina diventa una azione a portata di tutti. Basterà individuare il telaino con la regina e spostarlo in ultima posizione. La regina continua a deporre e questo telaino sarà attrattivo per la varroa. Alla fine dei 18/21 giorni si libererà la regina e si asporteranno il telaino con covata. La complessità è strutturale, cioè modificare tutte le arnie e dotarsi dell'escludiregina verticale, nonchè cambiare i distanziatori usando quelli da 12 tagliati a 10 che hanno lo spazio ape leggermente ridotto.
L'arnia proposta da Petrin ha altre interessanti modifiche, ad esempio il predellino che può essere inclinato a nostropiacimento, oppure la possibilità d'inverno o durante i trattamenti evaporanti, di inserire un fondo di legno che la chiuda.
Altri inteventi hanno chiuso i lavori di questo interessante convegno.
Spero di aver riportato fedelmente anche se in estrema sintesi gli interventi dei relatori. Per eventuali inesattezze mi scuso con i relatori e con i lettori.

venerdì 15 ottobre 2010

Cattura di uno sciame selvatico


La cattura di uno sciame selvatico mette sempre un po' di apprensione. In questo caso invece tutto è filato liscio senza nessun intoppo.Preziosa la collaborazione degli operatori del comune di Sacile che hanno predisposto una impalcatura impeccabile che mi ha permesso di lavorare in assoluta comodità e sicurezza. Un bell'esempio di sinergia tra vigili urbani, Comune e Apicoltore. Le api ora verranno trattate con i prodotti acaricidi, nutrite poichè avevano scorte quasi a zero e rischiavano di morire di fame. Lo sciame è stato inarniato come stava, segando semplicemente il ramo che lo sosteneva e introducendolo in una doppia arnia.
Speriamo sopravviva. Il prossimo anno lo metterò in un arnia a vetri e si potrà osservare l'incredibile lavoro di questi laboriosi insetti in condizioni quasi naturali.
Le foto dello sciame sulla sezione "photo".

martedì 12 ottobre 2010

Le fioriture di settembre e ottobre del Palù del Livenza e altri incontri.


La zona del Palù del Livenza a Polcenigo (PN) offre anche in autunno straordinarie fioriture ed occasioni irripetibili per osservare i fenomeni naturali, in questi territori fortunatamente abbandonati dall'uomo e riccamente popolati di insetti e altri animali (cinghiali, cervi, aironi etc..). E' un momento magico per le libellule che si accoppiano in voli instancabili nelle ore più calde della giornata. Le api sono tutte sugli aster riccamente colorati. Dove è maggiore la presenza di api e altri insetti impollinatori notiamo una nascosta ma significativa presenza di predatori. Mantidi religiose e ragnetti sono sempre in agguato. Se l'occhio si alza non è raro scorgere aironi cenerini in volo e sentire il verso del falco a caccia di cibo. Nel fitta vegetazione che custodisce le sponde del fiume Livenza si notano numerosi corridoi che penetrano la vegetazione, sono tracciati dai numerosi cinghiali e cervi che popolano l'area. Le foto presentate in ordine sparso e non ancora tutte classificate per specie vegetale vi introducono in questa passeggiata naturalistica spero senza annoiarvi. Sono circa 70 foto che raccogono i migliori scatti di settembre e metà ottobre.
Buona visione.