sabato 5 dicembre 2009

E' di nuovo codice rosso!!


Nonostante la buona annata produttiva, le api in Friuli Venezia Giulia non se la stanno passando bene. E' questa la sintesi dell'incontro tra gli esperti apistici svoltosi a Pasian di Prato (UD). Gravi morie di api e apiari a macchia di leopardo in tutta la regione. Si parla già da adesso di perdite nell'ordine del 30-40%. Le famiglie sopravvissute si sono notevolmente ridotte, numerose sono quelle a 3-4 telaini. Se l'inverno sarà freddo e rigido queste non si salverannno e si arriverà ad un 60-70% di moria. Numeri da catastrofe ambientale. Cosa stà succedendo? Il presidente del Consorzio di Ud garantisce sul ritiro tempestivo dei prodotti e sul loro utilizzo nei tempi raccomandati, pertanto la causa dovrebbe essere la scarsa efficacia degli stessi. Il Var ha fatto poco, inoltre è un prodotto che altera pesantemente il ritmo della famiglia, tenerlo nell'arnia per più di 20 giorni è già di per sè un danno, se poi diventa anche poco efficace..... L'ossalico sublimato costringe a numerosi trattamenti che molti apicoltori applicano fin dall'estate. Alcuni ricercatori dicono che la sua efficacia si sia ridotta, non c'è da stupirsi se si possono contare 10-15 trattamenti da luglio a novembre. Non ci sono altri prodotti è questa la "non-novità". Forse dovremmo tornare al coumapos con un prodotto che usa laSvizzera e gli USA, con obbligo di ricetta media e efficacia non elevata.
Dal fronte della ricerca il Dott. Francesco Nazzi ha parlato del progetto APINET, dal punto di vista scientifico molto interessante. Apinet si interroga su cosa fà la varroa all'ape. Studi condotti in laboratorio infestando con varroa delle cellette di vetro contenenti larve di ape e contemporaneamente operando in apiari sperimentali e confrontando questi studi. Si è notato che le api infestate pesano meno di quelle sane. La causa è la lesione in più punti di una pellicola impermeabile che ricopre e protegge l'ape da dispersioni di liquidi. Il progetto è sostenuto finanziariamente anche per il 2010. A mio parere è uno studio molto interessante che non si finalizza solo alla ricerca di un prodotto da dare agli apicoltori, ma che ricerca la conoscenza a 360° delle interazioni tra ape e varroa. Speriamo che venga sostenuto anche nei prossimi anni.
Il Dottor Nazzi ha anche precisato che queste due categorie di animali sono anche lontanamente parenti (artropodi), pertanto i trattamenti fanno male sia alla varroa, sia all'ape. Ha inoltre evidenziato che un conto è sperimentare empiricamente sul campo, un'altro è dimostrare scientificamente la validità di un determinato prodotto o fenomeno.
Il Dott. Loglio, veterinario lombardo, ha parlato tra l'altro dell'obbligo di tenuta del nuovo registro dei trattamenti veterinari obbligatorio per tutti quelli che commercializzano miele.
Interessante la relazione di Giorgio Della Vedova che ha sostenuto che il miglior prodotto antivarroa è "L'apicoltore". Bruciati quasi tutti i prodotti non ci resta che la tecnica apistica. Proviamo a sintetizzare le varie azioni che si possono fare fin da Gennaio:
- togliere la prima rosa di covata (elimino tutta la varroa)
- telaino trappola da marzo a giugno
- aprile impoverisco le famiglie forti facendo nuclei
- maggio impoverisco facendo nuclei
- giugno messa a sciame della famiglia oppure faccio nuclei
- luglio blocco di covata oppure continuo a fare nuclei
- primi di agosto faccio nuclei non estraendo covata ma pulendo le barbe dagli alveari, quindi tolgo api e basta, innesto una cella o meglio dò una regina. Devo spostere il nucleo in altro apiario.
Il tema ricorrente è fare nuclei!! Riduco l'infestazione di varroa e aumento il mio apiario. Le famiglie che svernano meglio sono sempre i nuclei.
Se ad agosto noto famiglie fortemente infestate tolgo tutta la covata, i favi brutti li smielo e li scero, quelli belli li disopercolo, li lavo e li ritorno alla famiglia. Che lavoro però!!! un'altra strada è quella di riunire tutti i favi di covata infestati e a covata sfarfallata eseguo un trattamento di pulizia.
Un'altra notizia che ha dato Nazzi è il comportamento e la durata in vita delle api fortemente parassitate (quello che accade a Agosto-Settembre). Le api normali vivono 28/30 giorni, i primi 10 giorni nutrono le larve, nei successivi 10 giorni eseguono lavori nell'alveare, poi nei restanti 10 giorni fanno le bottinatrici. Le api parassitate invece nutrono poco la covata, nei restanti giorni lavorano poco nell'alveare e bottinatrici non diventano poichè muoiono prima. Ecco spiegato il perchè troviamo i nostri alveari vuoti di scorte, con api messe in modo strano nei favi e spopolati.
Nemmeno sul fronte alimentazione ci sono buone notizie. E' evidente che fin da Luglio dobbiamo nutrire i nostri alveari. Il candito non è il massimo. Una buona notizia l'ha portata il Dott. Greatti comunicando che in molte parti della Lombardia è presente un insetto produttore di Melata che in poco tempo potrebbe arrivare anche da noi. Propongo di andare a prenderlo!!!
A conclusione dei lavori il Prof. Franco Frilli ha parlato schiettamente come suo solito circa la incredibile lentezza che ha il nostro Consiglio Regionale nel portare avanti l'annosa legge sull'apicoltura. Però con un simile mastino alle calcagna (vuole interessare la stampa) i politici dovranno muovere il cu... rapidamente. E se portassimo il Prof. Frilli in politica ? Si ridurrebbe anche l'infestazione di varroa nei nostri alveari!!


lunedì 16 novembre 2009

IL VAR? Inutile!!


Le api si stanno preparando per affrontare l'inverno, ma l'inverno tarda ad arrivare. I cambiamenti climatici condizionano non poco i ritmi delle api. Le api continuano a fare covata e di conseguenza anche la varroa continua quantomeno a rifugiarsi nelle cellette opercolate e sfugge ai trattamenti degli apicoltori. Nei trattamenti estivi si è vista cadere pochissima varroa. Il VAR non ha fatto praticamente niente, altri trattamenti fatti con il timolo non hanno dato grosse soddisfazioni. A settembre le api sono arrivate con alti livelli di infestazione. Ho riscontrato buone cadute, dopo alcune sublimazioni di ossalico, solo a Ottobre. Ho salutato nel frattempo circa un 20% di famiglie. Aspetto i primi di dicembre per fare un ultimo, definitivo, trattamento di ossalico sublimato. Mi aspetto di perdere un ulteriore 10% di famiglie.
Le scorte degli alveari sono alterne, ho dovuto pareggiare i favi di miele per garantire adeguato nutrimento a tutti gli alveari. I favi vecchi e quelli costruiti male con tante celle da fuco li ho scerati, quelli belli li conserverò per ridarli a marzo alle famiglie in crescita. Stò preparando nuovi telaini con foglio cereo per farli costruire prima della febbre sciamatoria ad aprile.
Costruirò inoltre una cinquantina di fondi per incorporare nuove trappole di polline date per molto efficaci e facili da costruire.
Di sicuro il prossimo anno non tratterò più con il Var, stò pensando di fare un blocco di covata ai primi di luglio, togliendo la regina che costituirà un nuovo nucleo e tratterò a covata sfarfallata con ossalico sublimato.
Azzero la varroa nella famiglia, cambio la regina, costituisco un nuovo nucleo con poca varroa e forse vivo tranquillo fino ad ottobre!!!!!!!!!!!!!!! I nuclei dovranno essere nutriti e rinforzati. Penso sia la cosa migliore senza disperdere troppe energie. Bisognerà organizzare bene il lavoro.
Buon inverno a tutti

lunedì 5 ottobre 2009

CONVEGNO AD ODERZO

Domenica 18 ottobre 2009 alle ore 9.30 presso la sede delMuseo di Apicoltura di Oderzo sito in Via Sgardoleri 3/A a Magera di Oderzo, si svolgerà il Convegno di Apicoltura con il seguente programma:
- Saluto delle Autorità
Relazioni:
- "Rapporti tra Agricoltura e apicoltura" relatore Dottor Raffaele Cirone -  Presidente FAI
- "Varroa: situazione e modalità di intervento" relatore Franco Mutinelli, Direttore del Centro Regionale di Apicoltura di Padova.
Fotoapi esporrà una sintetica Mostra Fotografica su "12 mesi di fioriture" e "Le acrobazie delle api".
Verrà inoltre esposta una collezione di insetti.
Al termine del Convegno seguirà il rinfresco con dolce a base di miele.
Gli organizzatori hanno aperto il Convegno a tutti gli Apicoltori pertanto sarà gradita la Vostra presenza.
Non lasciatevi sfuggire l'occasione di partecipare ad un Convegno che tratta argomenti particolarmente sentiti in questo momento e al termine di visitare uno dei musei più completi d'Italia.
Ci vediamo ad Oderzo!!!

lunedì 28 settembre 2009

Addio a Gianfranco Janez Apicoltore storico del Pordenonese.

Si è spento all'età di 74 anni l' Apicoltore di Polcenigo Gianfranco Janez. I gravi traumi riportati in un incidente stradale lo hanno strappato alla vita. Aveva creato una solida azienda di Apicoltura, era uno degli apicoltori più preparati della regione, presente sempre a tutti i convegni pronto ad imparare cose nuove anche se poteva insegnarle. Da sempre consigliere del Consorzio Apicoltori di Pordenone è stato un punto di riferimento per tutti i nuovi apicoltori che si avvicinavano alle api. Era riservato, di toni pacati, raramente si infuocava, proprio questo carattere ne aumentava il carisma. La sua dedizione al mondo delle api ha contribuito a mantenere e migliorare la biodiversità di un terrritorio unico qual'è quello di Polcenigo. Tutti noi sappiamo quanto sudore e quanta fatica c'è in questo lavoro, Gianfranco l'ha fatto per moltissimi anni con una passione straordinaria tipica della gente con grandi valori umani. Le più sentite condoglianze ai suoi familiari e alla Comunità da parte di tutti gli Apicoltori.
I funerali avranno luogo Mercoledi 30 Settembre alle ore 15.30 a Polcenigo, il Rosario Martedì 29 settembre alle ore 19,00 presso la Chiesa della Madonna della Salute.

Centaurea Cyanus attrae le api più dell'edera.


In questo settembre si notano moltissime api su Heliantus Tuberosus e su Centaurea e poche api sull'edera. Quest'ultima è visitatissima da tutti gli altri apoidei ma di api neanche l'ombra!! Per fare due tre foto ho dovuto attendere un'eternità. I campi sono invece ricchi di Centaurea Cianus che attrae numerosissime api e qualche altro apoide. Le Centauree sono molto appetite dalle api e garantiscono loro ottimi raccolti di nettare e polline. Si trovano sia nei campi di pianura che in quelli montani fino agli 800/1000 metri.
Numerose anche le visitatrici su Topinambour altra pianta importante per aumentare le scorte di miele e polline di questo finale di stagione.
L'andamento climatico di questo inizio di autunno è caratterizzato da un caldo anomalo intervallato da qualche abbondante precipitazione piovosa che permette lo sviluppo di queste piante spontanee.

lunedì 7 settembre 2009

Tanta gente e tanti bambini a "Le acrobazie delle api"


Una splendida giornata di sole ha caratterizzato questo 6 settembre. Splendida la cornice di VillaVarda, anche  il Livenza che lambisce lo splendido ed esteso parco ha mostrato il suo volto migliore, acqua bassa e trasparente di un colore classico del nostro fiume, un colore non facilmente definibile, un verde con sfumature bluastre che si macchia di altri colori nei posti più bassi dove alghe e ciottoli si intravedono. Posto splendido. Nessun altro luogo merita più  di questo di ospitare "Incontro Flora e Fauna". Bella idea del gruppo organizzatore che da molti anni investe il proprio tempo libero nell'organizzazione di questo evento.
La  mostra è andata molto bene. Il "Canevon" che da due anni ci ospita è un ambiente molto accogliente, la vecchia stalla è stata ristrutturata in modo pregevole, il legno del pavimento e del soffitto ha accolto i visitatori nel miglior modo possibile. 
Le foto quest'anno le abbiamo meglio presentate, abbiamo alleggerito la parte descrittiva rendendo la mostra più agile, coinvolgendo di più il lato emozionale delle persone.
 Le due sezioni nuove (12 mesi di fioriture e le foto delle acrobazie delle api) sono state molto apprezzate dai visitatori e dai bambini che hanno manifestato tutta la loro curiosità verso questo mondo che affascina. Tante persone, ricche di esperienza per non dire anziane, si sono  intrattenute in discorsi sul deterioramento dell'ambiente e sull'indifferenza di chi ci comanda. Bene che ci sia ancora quest'atteggiamento di sdegno e che non passi sempre tutto nell'indifferenza. Questo falso progresso è il risultato della nostra indifferenza.
 Le api hanno affascinato un  poco tutti. Nessuno spero sia uscito indifferente dalla mostra.
La ricerca dell'ape regina rigorosamente non marcata ha coinvolto grandi e piccoli. Il libro delle presenze è stato usato dai bambini per fare i loro disegni e per manifestare le loro emozioni. Numerosi bambini/e hanno disegnato cuoricini. Significa che in quell'ambiente erano a loro agio, bel segnale.
Non sò dire quante persone sono passate, diciamo che la fatica fatta per preparare e allestire la Mostra è stata ben ripagata. E' il secondo anno che siamo molto contenti dell'affluenza di gente.
Ringrazio mio figlio Alessandro e Angelo Davanzo per il prezioso aiuto prestato sia in fase di elaborazione al computer sia in termini operativi.
Grazie a tutti i numerosi visitatori.

domenica 23 agosto 2009

6 settembre Villa Varda "Le acrobazie dell'ape"


Domenica 6 settembre (dalle ore 8.00 alle 20.00) presso la splendida cornice di Villavarda (Brugnera PN) in occasione dell'incontro "Flora e Fauna", Fotoapi allestisce nei locali del "Canevon" la mostra dedicata all'ape e all'apicoltura intitolata
"Le acrobazie dell'ape".
Il titolo ha un duplice significato. Alcune foto curiose fermano l'immagine dell'ape in evoluzioni degne di ginnasti di alto livello, di rocciatori spericolati etc., api che sollevano e trasportano pesi che spezzerebbero la schiena al miglior atleta.
Il secondo significato è rappresentato dalla lotta per la sopravvivenza della specie che nonostante le ultime positive notizie dal fronte dell'agricoltura resta sempre un cammino irto di ostacoli.
Il mondo dell'agricoltura ha le sue indubbie colpe, in questi anni si è buttato di tutto e di più nei campi, si sono attuate monocolture persistenti senza attuare rotazioni, si sono indebolite le piante. La politica ha dato contributi che hanno mascherato, drogato il mercato e distrutto l'estetica e la sostanza dell'ambiente.
Anche l'apicoltura stessa non è esente da colpe, si è indebolita la razza con pratiche apistiche poco oculate. Pensiamo al periodo in cui il miele veniva raccolto con l'apicidio, le famiglie più forti venivano uccise per recuperare il miele, si selezionavano le famiglie scarse!!
Pazienza in quel tempo non c'era tutta la nostra conoscenza.
Ora invece importiamo nuclei d'ape e regine da tutto il mondo. Le regine di altre zone geografiche e di altre razze si incrociano con le nostre impoverendo e rendendo debole la nostra pregiata razza apistica. L'indebolimento genetico comporta una maggiore esposizione alle malattie. Ecco spiegato il perchè degli antibiotici nel miele. Tutto ritorna, tutto quadra. Sempre più acrobazie per sopravvivere.
In un momento in cui i media continuano a dire che l'ape è tornata, fotoapi lancia questo allarme: o lavoriamo per conoscere di più i comportamenti dell'ape, dei suoi parassiti, oppure la nostra ricerca scientifica potrà continuare a lavorare solo a livello chimico: il nuovo prodotto chimico , il n° di trattamenti, la quantità di sostanza chimica che fàrà cadere la varroa, l'ape, ...l'apicoltore oppure...... il consumatore finale.
Ci sono apicoltori che non trattano per niente, che utilizzando tecniche apistiche di lotta alla varroa assolutamente naturali: telaino Campero, messa a sciame della famiglia etc.. le strade ci sono pratichiamole, facciamo ricerca da qui!! Rendiamole comode e applicabili anche agli apicoltori professionisti, incentiviamole.
Pensiamo che la società delle api è sopravvissuta per milioni di anni. Rispetto a questo lungo periodo il contatto con l'uomo appare quasi insignificante: poche migliaia d'anni. Solo da 150 anni circa l'uomo dirige a modo suo le api. Non le conosciamo ancora!!!!
Scusate le divagazioni!
Fotoapi cerca di far apprezzare al numeroso pubblico che frequenta gli incontri flora e fauna, l'affascinante mondo delle api e degli apoidei.
Ci saranno anche le api .... vere!!
Ci vediamo a VillaVarda Domenica 6 settembre 2009.